Pentecoste
Festa di Pentecoste

Il 23 maggio 2010, nella  Sede Centrale dell’ Istituzione a Roma, si è celebrata la festa di PENTECOSTE.

Tutta la comunità romana ha collaborato all’organizzazione e, si è ritrovata alle 12 , per la celebrazione Eucaristica, sono state presenti  Loreto Ballester, direttrice dell’Istituzione Teresiana  e Maddalena  Pievaioli ed ha presieduto la celebrazione Padre  Paganelli.

Pentecoste 2

 Il clima fraterno e orante è stato accompagnato dalla musica dei ragazzi del MIT che, con chitarre e violino hanno eseguito  i canti  liturgici, mentre il sacerdote ci ha suggerito tre modi di vivere la presenza dello Spirito:

l’essere in relazione gli uni con gli altri, una relazione profonda, significativa, esistenziale,

come quella che esiste all’interno della Trinità

il  vivere come dono la diversità, è possibile capirsi anche quando si parlano lingue diverse

l’essere comunità ,lasciando che l’amore ci trasformi e ci porti alla comunione.

Questi  sono doni che costantemente lo Spirito rinnova in noi, ma sicuramente questo è stato un momento in cui ne abbiamo sperimentato ancora una volta la possibilità e la bellezza. Erano presenti diverse generazioni, diverse nazionalità, diverse provenienze,membri AP e ACIT, giovani del MIT, giovani universitarie,papà, mamme, nonne, amici …,tutti ci siamo scoperti   amici gli uni degli altri, contenti di scambiarci le nostre rispettive umanità.

Loreto, prima di iniziare la celebrazione, ci ha fatto partecipi di una lettera del Santo Padre con il grazie per la vicinanza espressagli  in occasione di questo momento  un po’ difficile e, così, ci siamo sentiti tutti più vicini alla Chiesa universale,condividendone gioie e preoccupazioni.

 Non sono mancate le presenze di tanti gruppi dell’Istituzione sparsi per il mondo che hanno voluto far sentire la loro vicinanza.

Pentecoste 3conclusione della celebrazione, la giornata primaverile ci ha permesso di ritrovarci tutti nel giardino per gustare quello che le abitanti della sede con amore e voglia di accoglienza avevano preparato, i ragazzi hanno continuato ad allietarci con la musica e, l’amicizia e il buon umore, hanno fatto il resto.

In fondo, abbiamo solo cercato di vivere il comando ricevuto: “amatevi come …” e Maria che non poteva che essere presente ha continuato a ricordarci  “Fate quello che Egli vi dirà”

Speriamo che, come gli apostoli, uscendo dal cenacolo si possa andare per il mondo a coinvolgere i nostri fratelli in questa esperienza, offrendo a tanti la possibilità di sperimentare l’amore nell’incontro con Gesù.

                                                                                                       Anna M. Sartarelli