DIGNITÀ : un valore che non ammette esclusioni


Con il termine dignità, si usa riferirsi al sentimento che proviene dal considerare importante il proprio valore morale, la propria onorabilità e di ritenere importante tutelarne la salvaguardia e la conservazione. Per i modi della sua formazione e le sue caratteristiche intrinseche, questo sentimento si avvicina a quello di autostima, ovvero di considerazione di sé, delle proprie capacità e della propria identità.

Pertanto il concetto di dignità dipende anche dal percorso che ciascuno sceglie di compiere, sviluppando il proprio "io".

Ma, come scrive Giancarlo Dal Sasso, “in questi tempi stiamo assistendo a un curioso e contraddittorio fenomeno: da una parte, si registra una quasi quotidiana violazione della dignità umana con guerre, stragi, violenze di ogni genere e, dall’altra, quasi per difendersi da questa diffusa patologia, si va sviluppando una fioritura di dibattiti e di pubblicazioni sulla dignità della persona umana, per far riemergere, quasi come un’autodifesa, un problema centrale, sul quale è necessario ritornare frequentemente per non perdere di vista un valore fondante della civiltà umana, appunto, la dignità umana”.

Che cos’ è, dunque, la dignità umana?

Il termine dignità (dal latino dignitas, dignus) significa eccellenza, nobiltà, valore: perciò degno è ciò che ha valore e quindi merita rispetto.

La dignità dell’essere umano è un valore culturale che fonda tutti gli altri valori, compresi quelli etici, nonché tutti i diritti a lui riconosciuti, perché la dignità umana nasce con la nascita dell’essere umano.

Se la dignità è tutto ciò, ne consegue che essa richiede rispetto: rispetto di sé (risvolto interno) e rispetto dell’altro (risvolto esterno).

Il rispetto, inteso come tutela della dignità, diventa un diritto civile del soggetto umano, che ne è titolare, ma, al contempo, si pone anche come un dovere giuridico, in base al quale ogni soggetto umano deve trattare l’altro e gli altri individui umani in modo che ognuno possa conservare la propria dignità, con la precisazione che detto dovere di tutela della dignità di ogni essere umano è un dovere più forte degli altri doveri.

La dignità umana è quindi un valore, un principio etico, un diritto e un dovere giuridico, così strettamente connessi tra loro e all’essere umano, da dedursi che dignità umana, essere umano e persona umana sono tra loro indissolubilmente legati.

Se la dignità umana è inseparabile dall’essere umano e l’essere umano è persona umana, diventa indispensabile chiederci: chi è persona umana?

È persona ogni essere umano, il quale, per la sua struttura fisica e mentale, è capace di compiere atti di razionalità, autocoscienza e libertà, anche se non compie attualmente tali atti per un insufficiente sviluppo o per qualche impedimento, interno o esterno.

Fino a qualche tempo fa si ammetteva pacificamente che ogni essere umano era persona

e che soltanto l’essere umano era persona: i due termini - essere umano e persona umana - erano quindi equivalenti: dove c’era un essere umano là c’era una persona e soltanto un essere umano poteva definirsi persona. Ne derivava un accordo unanime sull’obbligo  morale di rispettare ogni essere umano in quanto persona e tale rispetto era il criterio per giudicare del grado di civiltà di una società: essa era tanto più civile quanto maggiore era il rispetto verso ogni singolo individuo, cioè verso ogni persona.

Oggi il clima culturale è radicalmente cambiato.

Da più parti si afferma che alcuni individui umani, in determinate condizioni fisiche o psichiche, non si possano più considerare persone, e il filosofo Engelhardt ne fa addirittura l’elenco: “i feti, gli infanti, i ritardati mentali gravi e coloro che sono in coma senza speranza costituiscono esempi di non persone umane, pur essendo membri della specie umana”.

E Papa Francesco denuncia con forza chi tenta di privare della loro dignità gli esseri umani,  soprattutto i deboli e i poveri: "La tratta di esseri umani è una piaga nel corpo dell’umanità contemporanea, una piaga nella carne di Cristo. È un delitto contro l’umanità".

Un delitto  creato e sostenuto dai mercanti di morte, detentori del potere economico che, insensibili della DIGNITÀ dei semplici, dei loro diritti e della loro vita, fanno deliberatamente i sordi e i ciechi. Perché?

Come salvaguardare la nostra dignità?

Il filosofo statunitense Michael Novak afferma che “la nostra dignità di persone deriva dalla nostra capacità di riflettere e di scegliere, cioè dalla nostra capacità di autodeterminazione e dal fatto che quindi siamo responsabili della nostra sorte. Quando si parla di dignità umana, ci si riferisce a questa responsabilità di decidere autonomamente”.

Ma allora chi, per vari motivi, non ha - o non possiede più - la capcità di riflettere e di scegliere non è una persona umana, non ha dignità?

Noi crediamo fermamente che, come affermava Papa Giovanni Paolo II: “La nostra dignità umana ci viene da Dio nostro creatore, alla cui immagine siamo stati creati. Nessuna privazione o sofferenza potrà mai rimuovere questa dignità, perché noi siamo sempre preziosi agli occhi del Signore”.

Ogni idea o pensiero diverso crea sicuramente disordine sociale e mentale.

Pino

 

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