Vieni di notte,
ma nel nostro cuore è sempre notte:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

Vieni in silenzio,
noi non sappiamo più cosa dirci:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

 Vieni in solitudine,
ma ognuno di noi è sempre più solo:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

Vieni, figlio della pace,
noi ignoriamo cosa sia la pace:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

Vieni a liberarci,
noi siamo sempre più schiavi:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

Vieni a consolarci,
noi siamo sempre più tristi:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

Vieni a cercarci,
noi siamo sempre più perduti:
e, dunque, vieni sempre, Signore,

Vieni, Tu che ci ami:
nessuno è in comunione col fratello
se prima non è con Te, o Signore.

Noi siamo lontani, smarriti,
né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo:
vieni, Signore,
vieni sempre, Signore.

Questa bellissima preghiera di Turoldo, che sempre esprime intensamente l'anelito dell'Avvento, quest'anno risuona con particolare forza. I limiti della condizione umana e la sua estrema vulnerabilita' sono stati messi allo scoperto impietosamente dall'infuriare della pandemia. Come in tutti i periodi di grave crisi sono emersi, in drammatica coesistenza e contrapposizione, le migliori e piu' generose energie insieme ad atteggiamenti irrazionali ed egoistici.

Il tempo lungo ha messo duramente alla prova la resistenza individuale e collettiva di una società abituata a pensare di poter tutto risolvere in fretta. Si sono create divisioni, polemiche, insofferenze a tutti i livelli, aumentando disorientamento, ansie e sconcerto. In questa 'notte', tanto pesante, puo' risuonare con piu' forza e speranza il grido:'Vieni Signore, viene sempre Signore'.

Per i credenti e' un tempo di grazia e di sfida, in cui sono chiamati ad una lettura della realta' ispirata dalla fede: il male non avra' l'ultima parola nella storia, le sofferenze non solo tragica inutilità, ma le doglie del parto di cieli nuovi e terra nuova che il Signore porterà a compimento. E' anche tempo di testimonianza, prima di tutto di pace e poi di saggezza e di solidarieta' operosa.

In tempi difficili per altre cause ma davvero molto difficili, P. Poveda scriveva: “Giudichiamo con criterio umano o con criterio soprannaturale gli avvenimenti attuali? Ce lo diranno le nostre espressioni, i nostri giudizi, i nostri atteggiamenti.

Ora é tempo di raddoppiare la preghiera, di fare più penitenza, di soffrire meglio, di sovrabbondare in caritá, di parlare meno, di vivere molto uniti a nostro Signore, di essere molto prudenti, di consolare il prossimo, di incoraggiare i pusillanimi, di elargire misericordia, di vivere fiduciosi nella provvidenza, di avere e dare pace, di edificare il prossimo in ogni circostanza.

Con preghiera, amore e lavoro, e non con lamentele, commenti e lagnanze dovete contribuire al cambiamento di questa situazione. Prudenza, grande prudenza, soprattutto accogliersi alle regole che vi vengono comunicate; prendendo le dovute precauzioni, nulla di trascendentale dobbiamo soffrire. Ma per favore, precauzioni, prudenza”.

Facciamo nostre queste parole e leviamo incessantemente la nostra invocazione in questi ultimi giorni che ci separano da Natale: 'Vieni Signore, viene sempre Signore'

 

                                                                                                                                           Paola Palagi