Victoria Diez - scritti

Centenario 
"Ti  accorgi di quanto Dio ti ama? Dicono che l'amore di Dio è come la fiamma di un incendio che non può rimanere nascosta. Dunque l'anima che si è infiammata da questo amore celestiale, difficilmente lo potrà nascondere. Che bellezza se si potesse dire lo stesso di noi! Perché non procurarlo?"
(V. Diez)

Aula

Dagli scritti di Victoria

1 (1926)

Da un po’ di tempo sento il più vivo desiderio di consacrare la mia vita al Signore perché la mia aspirazione più forte è lavorare per la salvezza delle anime. (1926

2 (11/6/1926 lettera  alla Dir. Gen. Josefa Segovia)

Fino ad ora non ho potuto realizzare i miei desideri, poiché non ho trovato una Istituzione che rispondesse alla mia vocazione, ma la Divina Providenza mi ha condotto all'accademia di Santa Teresa... e ogni giorno rendo grazie a Nostro Signore per avermi messo in contatto un un'Istituzione che risponde ai miei ideali. Da quando h conosciuto le finalità cui tende, non ho potuto fare a meno di amarla e credo che solo appartenendovi potrò raggiungere la felicità. Com'è buono Dio che viene incontro ai nostri desideri.

3 (dopo il 1928   lettera alla Catechiste  di Hornachuelos)

Al cuore non si arriva se non con l’amore, con moltissimo amore... Però questo amore verso il bambino deve essere un amore soprannaturale, che guarda attraverso il cuore di Cristo, se non è così, l’amore non è vero, non è fruttuoso. Dio ci ha dato i bambini per educarli per Lui.

Con alunne
4 (dopo il 1928   lettera alla Catechiste  di Hornachuelos)

Quello che farete a uno di questi piccoli lo avrete fatto a me, dice il Signore, questo deve essere il movente del nostro amore per il bambino... Se c’è qualcuno che deve essere preferito questo sarà il povero, quello che manca di affetto...

5 (1925)

Trasmettimi il fuoco divino perché, abbracciata alla Tua ardente carità, io lavori incessantemente per la mia santificazione e per quella delle anime che mi sono affidate. Se qualche volte tento di offendervi, allontanandomi dalla strada che mi avete tracciato e dimenticandomi della vocazione alla quale sono stata chiamata, portatemi via, mio Dio, portatemi via prima che vi offenda e mi separi da Voi, perché oggi il mio desiderio è quello di essere vostra fino alla morte.

6 (16/4/1926)

... che tu veda solo Gesù, possa tu cercare solo Lui. Ma per fare questo è chiaro che devi prescindere dai tuoi interessi personali, impegnandoli, anche nelle minime cose, per la gloria del nostro amato Gesù.

7 (1927)

Finalmente è arrivata la mia destinazione. Stando alle notizie che ho, il paese... manca di qualsiasi mezzo di  comunicazione. Il viaggio,molto disagiato: da Siviglia a Mérida in treno, da Mérida a Badajoz bisogna andare a Olivenza con un autobus di linea, e da li non si sa...  Da parte mia mi uniformo alla volontà di Dio e non m'importa di andare anche ai confini del mondo, se là dovessi dargli gloria e conquistargli delle anime; però quando vedo i miei genitori, non posso fare a meno di soffrire terribilmente, sempre cerco comunque di mostrare una tranquillità e una forza che sono ben lunghi dal provare. Quando penso che queste anime sono state preparate da Dio per me e che forse lui vuole salvarle per mezzo mio, che pure non valgo nulla, mi ritrovo piena di una forza che solo la grazia può dare!


Sevilla
8 (1927)

... ho un pò di timore della gente, ma, se necessario, supererò tutto.... ai piedi del Tabernacolo trovo la forza, il sollievo, la luce, l'amore sufficiente ad incoraggiare le anime che mi sono affidate.

9 (1927)

Ho parlato dell'Associazione mariana, delle loro responsabilità spirituali (perché si occupavano solamente di quelle materiali, e sempre con rabbia e aggressività), della Santa Vergine, di tutto  ciò che Ella mi suggerì: insomma, fiduciosa che la Madonna mi avrebbe tratto fuori da qual difficile momento critico, feci loro una predica informale.

10 (senza data)

Non ci lasciare, Madre mia! No, Maria che è Madre di misericordia non abbandonerà i figli di questo paese che, con tanto affetto, da oggi più che mai, le hanno innalzato un trono nei loro cuori.

11 (1927)

Cerco di fare tutto quello che le mie forze mi consentono, ma questo paese ha bisogno di un impegno senza sosta.

12 (1927)

Prudenza oltre che fortezza per la lotta che devo inevitabilmente affrontare.

13 (1927 lettera a Sofia Dacosta)

Nostro Signore ti chiede qualcosa di importante, altrimenti non avvertiresti i conflitti. Da parte mia posso dirti che ho trovato la sola felicità che si può acquisire quaggiù appartenendo ad un'Opera che si dedica all'apostolato in modo esplicito. Abbandona tutte le tue aspirazioni e i tuoi desideri nelle mani di Dio... La prima condizione è volere. E' necessario volere con animo coraggioso e deciso, perché non si tratta di un'impressa facile, ma al contrario, di qualcosa di molto difficile.

14 (1927 lettera a Paula Marchena)

Ti  accorgi di quanto Dio ti ama? Dicono che l'amore di Dio è come la fiamma di un incendio che non può rimanere nascosta. Dunque l'anima che si è infiammata da questo amore celestiale, difficilmente lo potrà nascondere. Che bellezza se si potesse dire lo stesso di noi! Perché non procurarlo?

15 (1927 lettera a Paula, Gracita e Carmen)

Sii forte, preparati alla lotta e tieni presente che più vorrai essere tutta di Dio, più si contrapporranno ostacoli, dai quali dovrai uscire sempre vittoriosa con l'aiuto di Dio. Nella preghiera, come in tutto il resto, umiltà, umiltà e sempre umiltà.

16 (1927 lettera a Paula, Gracita e Carmen)

Prega per me perché metta in pratica quello che scrivo. Dio sa bene quanto sia lontana dall'applicarlo, anche se sicuramente lo desidero con tutto il cuore.

17 (3/8/1928)

3 agosto 1928: Se è necessario dare la vita per identificarmi con Cristo, da oggi non esisto più per il mondo, perché la mia vita è Cristo e la morte un guadagno. Che farò Signore per piacerti di più? Mi affido completamente al tuo adorabile disegno. Sono interamente tua, disponi di me. Il Tuo amore mi trasformi, in esso possa io ardere e purificarmi. Che l'umiltà che insegni da quell'Ostia benedetta sia la mia unica compagna. Infondimi lo spirito di verità e di semplicità per attirare le anime. Rivestimi di forza e di coraggio per la lotta che mi attende nel mondo.

Scuola
18 (28/10/1929 lettera alla Dir. Gen. Josefa Segovia)

Finalmente si è inaugurata la mia scuola! Però, per arrivarci, quanto lavoro e quanti dispiaceri! La cerimonia è stata molto bella. Nel pomeriggio abbiamo offerto un tè a casa delle mie compagne; sono rimasta un pochino stordita per tutto questo trambusto, perché non ci sono abituata. Il mio Ispettore si è complimentato con me in modo straordinario e ne sono stata contenta soprattutto per l'Istituzione.

19 (1932 – descrivendo i suoi metodi)

Scuola attiva in cui le bambine, con un insegnamento consapevole, sviluppano le loro attitudini che vengono convogliate verso un mestiere o un corso di studi, a seconda delle capacità dimostrate nella scuola. Gite ai luoghi pittoreschi e storici e, per questo corso, si progetta una gita a Cordova con i fondi della cassa scolastica. Si è istituito un piccolo guardaroba scolastico dove le bambine cuciono capi per le più bisognose... Avendo un bel campo di gioco, le bambine ricevono lezioni all'aria aperta, alternando poi canti e movimenti ritmici... Grazie all'armonia che regna nella scuola e alla libertà consapevole, le bambine vi si trattengono come a casa propria e hanno cura della loro scuola.

20 (dopo il 1928   lettera alla Catechiste  di Hornachuelos)

Il catechista veramente zelante non risparmia sacrifici, spese, nulla. La sua persona e le sue cose appartengono interamente ai bambini. Quindi, per raggiungere tutto questo, dobbiamo impegnarci in un'intensa vita interiore. Quando una casa è illuminata, attraverso le finestre si vede la luce, così quando un'anima è piena di Dio, anche senza volere, lo manifesta a tutti quelli che la circondano. Il catechista si rivela tale quando prega, quando spiega, quando corregge. E se svolge il suo incarico in modo efficace, diffonde il profumo di Cristo, cui è indissolubilmente unito. Da dove deriva il calore vivificante dell'istruzione? Da dove la persuasione che la cultura produce, l'influenza formativa dell'educatore? Com'è possibile che, a volte, una sola parola pronunciata da un uomo pieno di Dio sia più efficace di tanti studi e discorsi?

21 (1929 – descrive la celebrazione del precetto pasquale)

Gesù e la Vergine Santissima non permettano che l'ardore di oggi duri solo un giorno, ma che rimanga in queste anime infantili. Così oggi abbiamo chiesto al Signore che, salendo al cielo, porti con se la promessa dell'affetto e della fedeltà dei bambini di questo Paese.

Miniera del Rincon
22 (1929 - lettera a Magdalena Martin Ayuso sulle Missioni della I.T.)

Quante cose vorrei fare per le missioni! Questo è stato l'inizio della mia vocazione e mi creda, se qualche volta fosse possibile per me lavorare più da vicino per esse, lo farei con tutto il cuore...

23 (1928-29 - lettera alle giovani di Az, Cat. di Hornachuelos)

Pietà - scienza- azione. Distintivo santo che dovete portare bene impresso in fondo ai vostri cuori se volete essere autentiche giovani cattoliche. Pietà: perché senza di essa non progrediremo in questa opera di apostolato e di rinnovamento della società. Una pietà solida, tranquilla, affabile, serena, dolce, pacifica e opportuna, senza ridicolaggini né smancerie, senza petulanza né pretese, senza rigidità ne ostentazione... sempre in sintonia con il tempo, la persona, il luogo. Infine, la pietà, frutto dell'amore di Dio, perché, se da li nasce, non le mancherà e non le avanzerà nulla. Non vi spaventate pensando che l'unione con Gesù Cristo vi toglierà la gioia e le effusioni della vostra giovinezza, al contrario, le aumenterà.

24 (1928-36 - esortazione ai fedeli di Hornachuelos)

La tua fede ti ha salvato, dice Gesù in molte occasioni, dopo aver compiuto miracoli stupendi, e io vi dico questo, gente di Hornachuelos, la fede del vostro parroco e dell'intero paese, ha messo in cammino una moltitudine di pellegrini di diversi paesi confinanti con il Santuario degli Angeli, per onorare la sua eccelsa patrona.

25 (1932 - pensieri durante la malattia)

Mio Dio: desidero il bene, la salvezza delle anime, vorrei conquistare per Voi il mondo intero, ma se voi desiderate che sia malata, senza poter fare nulla, che sia sconosciuta come Gesù di Nazareth, lo desidero anch'io e me ne starò tranquilla. Amen.

26 (1932 - pensieri durante la malattia)

Sono stata con un biglietto pronto per salire al Cielo, ma non mi hanno accettato a causa della debolezza; farò il possibile per rimettermi, vediamo se in un'altra occasione posso passare.

27 (1932 - pensieri durante la malattia)

Manco solamente da quindici giorni e ho già tanto desiderio di tornare; voglia Dio che possa guarire presto per ritornare da voi. Sto più o meno come prima, ancora tossicchiando, ma cercando di mangiare qualcosa, malgrado i miei fastidi.

28 (1934 - per l’incendio della chiesa parrocchiale)

Il 29 marzo 1934 la Chiesa di Hornachuelos brucia.

29 (1934 - per l’incendio della chiesa parrocchiale)

Si, tra due fuochi. Il Signore Dio nostro ha voluto regalare alla gente di Hornachuelos momenti di gioia immensa  ed emozioni senza pari in occasione dell'inaugurazione della nuova cappella del Tabernacolo; oggi questa stessa gente, grazie ad un altro fuoco più vivo, al fuoco dell'amore nei nostri cuori e alla fede incondizionata di un parroco buono, gli ha innalzato un nuovo trono d'amore, un tabernacolo, il più degno che le nostre forze abbiamo potuto realizzare al Dio dell'Eucaristia, al Dio tre volte Santo...

30 (1934 - lettera di solidarietà e esortazione al parroco don Antonio)

Quando si sente venire meno per l'opprimente carico che pesa sulle sue spalle, guardi Gesù, senta Gesù che lo conforta e lo introduce nel suo cuore pieno d'amore.

31 (13-6-1935 - per l’onomastico di don Antonio)

Domandi a questa Vergine che sa parlare tanto bene: perché sei capitata nelle mie mani? perché sei venuta da me? Ascolti le sue parole e le conservi nel suo cuore. Sara Lei che le porterà anche tutte le grazie, le consolazioni e la santità che le auguro.

32 (febbraio 1935 - lettera a Josefa Segovia)

... adesso molto preoccupata per il momento presente perchè sta andando di male in peggio... Qui bisogna essere sorda, cieca e con le braccia sempre alzate come Mosè. Non so cosa ci riserverà il Signore. Preghi la Santissima Vergine per questo e anche perché io sia come devo essere e perché  mi dia la forza e quanto serve in questi momenti, comunque io confido molto in Dio.

33 (1935 - lettera all’amico e collega Jesùs Fernandez Montserrat)

Bisogna vivere di realtà concrete, e se questa realtà è crudele, aspra, rendiamola soave con il sacrificio; fare così ha più fondamento che sognare; e se qualche volta sogniamo, facciamolo con qualcosa che non abbia fine, con qualcosa che sia in grado di riempire il nostro cuore, perché un giorno, forse non lontano, avremo la certezza di giungere al compimento di questo ideale...

34 (5-4-1935 - lettera alla Dir. Gen.  Josefa Segovia)

Non mancano le piccole prove, alcune abbastanza grandi, che, a causa della situazione presente, faccio di tutto per accettare e offrire come meglio posso, ma preghi molto per me, perché a volte mi avvilisco e mi abbatto moltissimo.

35 (1935 - riflessione sulla celebrazione del Venerdi Santo)

Il compimento del precetto delle donne, purtroppo in numero minore che negli anni passati, alcune per indolenza, altre per paura... vedremo se si decideranno da qui alla festa della Santissima Trinità.

36 (1935 - preghiera scritta su una cartolina  ritrovata a scuola)

Madre Santissima: ti consacro tutte le bambine che mi hai affidato. Fa' loro da Madre e da Maestra, e dal momento che hai chiuso le mie labbra in questo luogo sacro e, poiché non posso mostrare loro il tuo amore, fa' in modo che lo sentano e siano buone, e che alla fine della giornata non mi presenti da sola ai tuoi piedi benedetti, ma circondata da loro. Benedicili, Madre mia, e illuminami!

37 (1935 - lettera a Carmen cugina di don Antonio)

Come va la tua "paurite"? Qui ce n'è molta, cara mia, perché si dice che ci mangeranno vivi... La mia unica speranza è che, siccome le ossa non sono molto buone da rosicchiare, mi lasceranno stare... Adesso seriamente: abbiamo trascorso tre giorni di grandissimo panico, ma, grazie a Dio, siamo sani e salvi, sempre in attesa di ... quello che vorranno. Puoi immaginarti la tua famiglia: tutti e tre hanno i visi più brutti di quelli delle foto che hai visto e io poi... sembra che mi abbiano succhiata... sebbene sia sempre fedele alla volontà di Dio e prontissima a tutto.

38 (31-5-1936 - a  Pura Hernandez)

E' necessario prepararsi per tutto ciò che il Signore ci vorrà mandare. Se succede qualcosa, siamo sicure che né tu né io potremo raccontarlo.

39 (11-8-1936 - biglietto alla madre, attraverso una inferriata della  casa di don Paco)

Mammina, non abbia paura; rimango qui fino a quando non sarò interrogata; sono in casa di don Paco. Un abbraccio; non si agiti, abbia fede. Agostina, abbi cura di lei, non esca se non con te.

40 (12-8-1936 - esortazioni  lungo la via verso la Mina del Rincon Alto)

Coraggio, sbrigatevi, ci aspetta il premio, vedo il cielo aperto.

41 (12-8-1936 - le ultime parole di Victoria  prima della fucilazione)

Viva Cristo Re e viva mia Madre!