Visita della direttrice generale dell’Istituzione Teresiana alla

CASA MUSEO DEL BEATO PINO PUGLISI


Nella mattinata del 4 febbraio 2026 la Casa Museo del Beato Giuseppe Puglisi si è configurata non soltanto come luogo fisico, ma come spazio di convergenza simbolica, in cui la memoria ha smesso di essere semplice custodia del passato per farsi presenza viva, capace di dialogare con il tempo presente. Le sue stanze hanno accolto volti, voci e passi differenti, componendo un intreccio in cui storia e attualità non si sono contrapposte, ma riconosciute reciprocamente, generando un dialogo in grado di unire generazioni e sensibilità eterogenee.

 

Alle ore 11:00 è stata ricevuta la Direttrice Generale dell’Istituzione Teresiana, Gregoria Ruiz, di nazionalità filippina, giunta insieme ad alcuni membri dell’associazione; poco prima avevano varcato la soglia anche gli alunni della quarta classe dell’istituto scolastico “Danilo Dolci” di Palermo.
In quell’incontro di presenze istituzionali e giovani sguardi si è delineata una scena in cui l’educazione e la testimonianza hanno assunto la forma di un passaggio di eredità invisibile, affidato non alle parole soltanto, ma alla condivisione dello stesso spazio e dello stesso tempo.

Il percorso di visita con gli studenti ha avuto inizio negli spazi esterni della Casa Museo, con la presentazione dei principali elementi visivi legati alla memoria del Beato: i murales realizzati da Igor Scalisi Palminteri, la statua lignea e la mostra fotografica Sui suoi passi. In questa prima fase è stata illustrata la biografia di padre Pino Puglisi in collegamento con le attività del Centro di Accoglienza Padre Nostro, evidenziando la continuità tra memoria storica e impegno sociale attuale.

Durante la medesima fascia oraria è giunta la Direttrice Generale dell’Istituzione Teresiana, accolta in lingua spagnola e accompagnata lungo l’intero itinerario museale.

In corrispondenza del medaglione in bronzo è stato approfondito il profilo storico e umano di Don Puglisi, con riferimento al contesto della sua uccisione e al valore civile della sua testimonianza.

Nel corso del dialogo è stata richiamata la figura di Pedro Poveda, fondatore dell’Istituzione Teresiana, evidenziando i punti di contatto con l’opera educativa di Don Pino Puglisi. Sono stati menzionati i luoghi dell’attività di Poveda nelle grotte di Guadix, in Andalusia, e l’azione pastorale di Puglisi nel quartiere Brancaccio, entrambe orientate alla formazione dei giovani e alla promozione della dignità personale.

Successivamente il gruppo è stato condotto in aula didattica, dove i membri dell’Istituzione Teresiana presenti in accompagnamento alla Direttrice hanno offerto ai giovani una testimonianza diretta sulla figura del Beato. In particolare, Pino Mortellaro ha ricordato un viaggio a Ragusa compiuto insieme a Don Puglisi per incontrare i sacerdoti e il Vescovo della diocesi; a seguire, le insegnanti Pina Ippolito e Anna Maria Sartarelli hanno condiviso i loro incontri personali con lui.

Nel corso della visita la Direttrice si è soffermata sull’osservazione del volume Un prete scomodo, conservato nella stanza da letto, momento di breve sosta all’interno del percorso espositivo.
In aula didattica la Direttrice, esprimendosi in lingua spagnola con supporto di traduzione, ha rivolto un saluto agli studenti e ha avviato un breve dialogo ponendo la domanda: «Siete contenti di essere qui?». La risposta è stata immediata e corale e tutti hanno gridato sì.

Prima di lasciare la struttura, la Direttrice ha lasciato un messaggio scritto a mano riportato integralmente:

“Ánimo!
Sembrando esperanza,
con coraggio andare avanti seminando speranza.”

Nel corso della stessa mattinata è giunta una scolaresca di Modena non programmata, immediatamente accolta. Il gruppo è stato suddiviso tra visita museale e attività in aula didattica. In questa seconda fase Pippo De Pasquale ha offerto una testimonianza personale sul Beato, condividendo ricordi diretti.
Le attività si sono concluse con la lettura, da parte degli studenti, di una frase di Don Puglisi accompagnata da una breve riflessione individuale.
All’accoglienza e all’accompagnamento erano presenti Matilde Foti, Silvia Schiavone, Valenti Girolamo, Asia Di Maio e suor Laurence.

                                                                                                                                      Matilde Foti