
Elisa, una di noi
Il Signore non mi chiede cose straordinarie, ma di fare straordinariamente bene le cose ordinarie”
Domenica 26 Aprile 2026, si è celebrata la “Festa Diocesana Ministranti, Comunicandi e Famiglie” organizzata dalla Diocesi di Cefalù, il cui motto “Di una cosa sola c’è bisogno” (Lc.10,38-42) ha accompagnato la giornata.
In questa occasione, sono state presentate diverse figure di uomini e donne, che si sono distinti per aver vissuto in modo “eroico” le virtù cristiane e tra queste, l’Istituzione Teresiana è stata invitata a presentare la Venerabile “Elisa Giambelluca”, un’emozione ancora più vibrante, dal momento che proprio quest’anno, il 5 Luglio, si celebrerà il 40° anniversario della sua morte.
Dopo una solenne e partecipata Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Vescovo di Cefalù, S.E.R. Monsignor G. Marciante, i partecipanti sono stati divisi in diversi gruppi, ciascuno con un gruppo di animatori, per conoscere meglio la vita e le virtù di ciascuna di queste figure.
L’Istituzione Teresiana, rappresentata da Daniela Verde, Giuseppe Sajeva, Alessia Di Domenico, Antonio Nobile e Anna Maria Sartarelli, ha seguito il gruppo di circa 40 genitori; in un clima sereno; tutti quanti hanno partecipato con attenzione a quanto proposto.

Le parole di Papa Francesco nella “Gaudete et Exsultate” sono state la base da cui partire, perché, senza dubbio, il messaggio della vita di Elisa ben si adatta alla definizione di “santi della porta accanto”, in quanto lei stessa ha affermato più volte che voleva “una santità vera ma senza rumore”. Questa santità, così come Elisa ha più volte ribadito, anche se non ce ne accorgiamo è quella che trasforma la storia.
Inizialmente, ci si è serviti di un Power Point, con qualche immagine e delle frasi di Elisa, per tratteggiare brevemente il suo percorso e subito dopo sono state proposte tre situazioni di vita di cui lei ha lasciato memoria nel suo diario:
- Il primo momento di scoraggiamento e di buio: “Signore, non capisco niente, sto affogando”.
- Il secondo momento di abbandono: “Però mi fido, perché alla fine fa tutto Lui”.
- Il terzo momento di riconoscimento del cambiamento: “ora cammino nella storia con occhi nuovi”

Il lavoro svolto ha portato al confronto dell’esperienza umana e di fede di Elisa, con la vita e il quotidiano di ciascuno dei presenti; ognuno dei tre momenti, sollecitati da una pista di riflessione, si è concluso con la condivisione di una parola o una preghiera, raccolti attraverso dei biglietti che saranno portati ad Isnello, affidando così ad Elisa tutte le “intenzioni” della giornata.
Infine, è stata recitata coralmente la preghiera: “Il cammino della Fiducia” col desiderio di imparare a percorrerlo sulle orme e con l’aiuto della nostra Venerabile.
Dopo aver donato, a tutti i partecipanti, l’immaginetta di Elisa, il canto “Tutto è possibile” ha concluso l’esperienza, con immensa gratitudine per quanto vissuto
Il Signore non mi chiede cose straordinarie, ma di fare straordinariamente bene le cose ordinarie”
Anna Maria Sartarelli, Daniela Verde, Alessi Di Domenico


