"Ricordare sempre per non dimenticare mai": la memoria delle atrocità del nazifascismo presso la sala studio "G. Toniolo" a Palermo

 

 

Ricordare sempre per non dimenticare maiMercoledì 25 febbraio, presso la sala studio “G. Toniolo” a Palermo, ha avuto luogo un viaggio nel tempo e nello spazio della memoria. Questo il senso dell’incontro tenutosi con sette classi del biennio finale del Liceo psicopedagogico “Regina Margherita” di Palermo.

 

A partire dal titolo “Ricordare sempre per non dimenticare mai” le prof.sse Anna Doria e Rita Calabrese hanno tenuto un incontro di approfondimento sulle atrocità del nazifascismo.

 

Ricordare sempre per non dimenticare maiIn particolare la prof.ssa Anna Doria ha accompagnato gli studenti indietro nel tempo nella Roma “città aperta” occupata dai tedeschi nel periodo che va dall’estate del 1943 (armistizio di Cassibile con gli anglo-americani) al giugno 1944 (ingresso delle forze alleate a Roma).  Ha fatto rivivere con intensità e dovizia di particolari, avvalendosi anche di un power point, quei drammatici nove mesi di occupazione tedesca cercando di far cogliere agli studenti il senso della vita quotidiana di quei giorni in cui i protagonisti erano la FAME, il FREDDO, la PAURA, effetto di fucilazioni, giudizi sommari, arresti, delazioni e che videro una resistenza eroica sia armata che civile da parte dei romani riassunta dalla prof.ssa  nelle parole “metà città nascondeva l’altra metà”.

 

Ricordare sempre per non dimenticare maiLa seconda parte del suo intervento ha riguardato proprio una testimonianza di ospitalità di rifugiati ebrei, sfollati, antifascisti, da parte della Casa dell’Istituzione Teresiana che allora si trovava in Via Gaeta a Roma. Dalla lettura di alcune pagine del diario della Casa gli studenti hanno potuto cogliere il clima di quei tragici giorni.

 

La prof.ssa Rita Calabrese, subito dopo, ha continuato questo viaggio nella memoria presentando nello spazio la SHOAH, con la proiezione di immagini di alcuni luoghi della memoria. E’ partita dal museo dell’olocausto Yad Vashem di Gerusalemme ed è passata a illustrare i monumenti alla memoria dell’olocausto a Berlino. Sono comparsi, via via, sullo schermo: Il museo ebraico memoriale la cui architettura sembra una metafora della tragedia della Shoah (la prof.ssa Calabrese ha sottolineato come per il visitatore sia proprio un’esperienza fisica che lo costringe a riflettere più che a guardare); Koppelplatz – Pietre d’inciampo davanti alle case con i dati degli ebrei uccisi; Bebelplatz dove un pannello luminoso sulla superfice della strada lascia intravede una camera piena di scaffali vuoti a ricordo del rogo di 25.000 libri ritenuti pericolosi dai nazisti nel 1933, a significare che bruciando i libri si bruciano le persone; Hausvogteiplatz; Steglitz, quartiere di Berlino dove è stato eretto nel 1995 un muro a specchio con 1700 nomi di ebrei uccisi.

 

Ricordare sempre per non dimenticare maiHa, quindi, parlato del film di Margarethe von Trotta “Rosenstrasse” che rappresenta la resistenza civile di centinaia di donne che nel 1944 salvarono i loro uomini rastrellati. E ancora di alcune figure di uomini e donne protagonisti di gesta di coraggio a favore degli ebrei durante gli anni bui del nazifascismo, concludendo con la lettura di una pagina del libro “Una bambina e basta” di Lia Levi che racconta la sua storia di bimba ebrea salvata in un convento.

 

Ricordare sempre per non dimenticare maiL’incontro che è stato seguito con massima attenzione, ha avuto un momento di dibattito vivace, purtroppo breve, ma espressione di profondo interesse da parte degli studenti intervenuti.

 

 

Maria Macli