L’Istituzione Teresiana con papa Francesco


AngelusHa suscitato indubbiamente un certo scalpore e stupore, il fatto che il papa abbia voluto rivolgersi direttamente e pubblicamente ai fedeli, al termine della preghiera dell’Angelus di domenica 8 novembre, per “rassicurarli” a fronte di un loro possibile “turbamento”, per le notizie riguardanti la sottrazione e l’indebita pubblicazione di documenti riservati della Santa Sede.

Dopo aver ricordato che i documenti trafugati riguardavano lo studio, da lui stesso commissionato, per una riforma delle finanze vaticane (riforma già in parte avviata e che – ha detto Francesco – aveva “incominciato a dare dei frutti, anche alcuni visibili”), il papa ha affermato con decisione che questo “triste fatto” non lo distoglierà assolutamente dal lavoro di riforma e di rinnovamento, che sta portando avanti con i suoi collaboratori e con il sostegno di tutta la Chiesa.


“Quindi vi ringrazio” ha concluso rivolgendosi alla folla che gremiva piazza San Pietro e ai milioni di fedeli che lo seguivano dagli schermi televisivi di tutto il mondo  “e vi chiedo di continuare a pregare per il Papa e per la Chiesa, senza lasciarvi turbare ma andando avanti con fiducia e speranza”.
 
Qualche giorno prima di questa insolita esternazione del Pontefice, la Presidenza nazionale di Azione Cattolica - la più antica associazione laicale italiana – aveva voluto esprimere "in maniera forte e pubblica" al Santo Padre, con una nota pubblicata sul proprio sito, "i più profondi sentimenti di affetto e filiale vicinanza, di solidarietà per i gravi atti di slealtà che vengono compiuti a danno della Chiesa e della Sua persona, di gratitudine per la sua incessante opera di riforma e purificazione della Chiesa stessa".
“Francesco” si legge tra l’altro nella nota di A.C. “sta guidando l’intera Chiesa con sincero spirito di servizio e con lo stile sinodale che abbiamo imparato a conoscere, in un cammino di autentica conversione missionaria, di coraggiosa apertura agli uomini e alle donne di oggi, di forte rinnovamento pastorale nella fedeltà a Cristo e alla bellezza dell’umano”.
“In questo cammino” conclude la nota, il papa “ha al suo fianco il Popolo di Dio […] la Chiesa delle persone semplici, dei poveri, delle famiglie [che] cammina con serenità e determinazione insieme a Francesco e non può che considerare grave, inaccettabile, qualsiasi atto che tenti di minare la sua unità per rallentarne il passo, che cerchi di gettare ombre anziché luce sullo straordinario sforzo che essa sta compiendo per farsi compagna di strada dell’umanità del terzo millennio”.

L’Istituzione Teresiana è da sempre fautrice per esplicita volontà del suo Santo Fondatore di una Chiesa che si faccia “compagna di strada dell’umanità”, che abbia – come scrisse San Pedro Poveda l’anno prima del suo martirio – “la mente e il cuore nel momento presente” (eco profetica dell’attenzione ai “segni dei tempi” enunciata da Giovanni XXIII e ripresa con forza da Francesco); soprattutto, ha sempre voluto essere "Opera della Chiesa", al servizio della Chiesa e al papa, a qualunque papa in quanto vicario di Pietro e guida e pastore universale del popolo di Dio.

Pertanto, aderisce con entusiasmo e convinzione alla nota dei fratelli di Azione Cattolica, confermando a Francesco anche il proprio affetto, la propria vicinanza e il proprio appoggio alla sua opera: ogni gruppo dell'istituzione, ogni singolo membro, in qualunque parte del mondo dove l'I.T. è presente, certamente prega ogni giorno per il papa, come lui incessantemente, insistentemente e umilmente chiede!



I.T.