Victoria Diez

VictoriaCristiana in prima linea


"Lui sa molto bene che, sia nel dolore sia nella gioia, lo porto molto dentro nel cuore, in prima linea" (Victoria Diez)

                                                                         
Nel 1936, quando in Spagna scoppiò la violenza, Victoria ebbe la possibilità si scappare, ma volle rimanere nel "suo" paese, con la "sua" gente.

Il 12 agosto moriva di morte violenta, sigillando così una vita breve, trentadue anni, d'amore per Dio e donazione ai fratelli attraverso l'insegnamento.

Il 10 ottobre 1993 fu beatificata a Roma da S.S. Giovanni Paolo II.

Centenario 
"Ti  accorgi di quanto Dio ti ama? Dicono che l'amore di Dio è come la fiamma di un incendio che non può rimanere nascosta. Dunque l'anima che si è infiammata da questo amore celestiale, difficilmente lo potrà nascondere. Che bellezza se si potesse dire lo stesso di noi! Perché non procurarlo?"
(V. Diez)

Gitana
Chi era Victoria Diez ?

Victoria Diez y Bustos de Molina nasce l’11 novembre del 1903 a Siviglia, in una Spagna segnata da conflitti ideologici e politici che facevano seguito ad un alternarsi di anni di ricchezza e di indigenza.

Figlia unica, in una famiglia di modeste possibilità che la circonda di grandi attenzioni per la sua fragilità, mostra fin da piccola un cosciente senso di responsabilità impegnandosi nell’ aiutare la madre nei più faticosi lavori domestici senza tuttavia  trascurare gli impegni scolastici.

Molto presto evidenzia inclinazione al disegno e alla pittura e nel  1917 si diploma nella Scuola di Arti e Mestieri di Siviglia. Contemporaneamente si delinea in lei  il conflitto tra senso dei  doveri  verso la famiglia e l’anelito missionario; la voce di Dio diventa prorompente.  “Che posso fare per compiacerti  il più possibile?” annota nel suo diario, e  “più” diventa una parola cardine nel vocabolario di Victoria.

Rispettando le preoccupazioni dei genitori , continua gli studi  presso la Scuola Normale Superiore di Magistero  ottenendo, nel 1923, il titolo di Maestra.  Nello stesso anno inizia la preparazione specifica per  la qualifica  all’insegnamento nella scuola pubblica, che ottiene nel 1925, conseguendo anche premi e riconoscimenti nel campo della pittura e dell’arte decorativa.

In quello stesso anno l’Istituzione Teresiana inaugura a Siviglia  una Accademia-Internato per studentesse di Magistero.

Sevilla
Victoria con le amiche frequenta il centro e nel  1926 è presente ad una conferenza sullo spirito educativo di Santa Teresa di Gesù, e ne rimane profondamente colpita. Era la risposta al suo anelito ad essere missionaria e nello stesso tempo essere educatrice. Più tardi, ricordando quel momento, lo chiamerà la “sera dell’incontro”. Trova finalmente risposte alla sua vocazione; s’incorpora nell’Istituzione Teresiana; supera i concorsi per l’insegnamento pubblico  e nel  1927 prende possesso del posto  di Maestro Statale  a  Cheles (Badajoz). Nella cittadina collabora con la parrocchia per la catechesi di bambini e adulti,

Il successivo 1928 ,chiesto il trasferimento per essere più vicina al padre rimasto a lavorare a Siviglia,  le assegnano una pluriclasse di 70 alunni  a Hornachuelos  ( Cordova).  Un paese  che la mette di fronte a una sfida : non andare in cerca di cose impossibili, ma al tempo stesso non accontentarsi di quello che trova.

Collaborando con la nuova parrocchia organizza il catechismo per i ragazzi e dà impulso all’Azione Cattolica.  Già nel 1929 riesce ad aprire per la sua scuola un nuovo locale, programma corsi serali per le donne che lavorano  e una biblioteca per le ex alunne, istituisce rapporti con le famiglie delle sue allieve e ottiene aiuti per chi ne ha bisogno.  Molto attiva nell’insegnamento, nel 1931,  viene nominata membro del  Consiglio Locale della Scuola Primaria di cui in seguito diventa  Presidente  (1935).

AlunneIn questi anni di  entusiasmante impegno partecipa attivamente alla vita dell’Istituzione presenziando a Siviglia alla II Assemblea dell’Associazione delle Cooperatrici  all’Istituzione Teresiana e nel ’35 presenzia a Leon alle “Giornate per le Maestre Insegnanti nella Scuola Pubblica” dirette da San Pedro Poveda fondatore dell’Istituzione.

Gli anni del quarto decennio del secolo, quelli che interessano la nostra storia (1931 Seconda Repubblica – 1936 Guerra Civile)  sono segnati dalla storia travolgente della Nazione che conosce diverse situazioni nelle diverse regioni ferite da ideologie contrastanti :  repubblicani, monarchici, borghesi, liberali, sinistra, radicali, socialisti, comunisti, falangisti, anarchici, cattolici.

Il disinteressato impegno di Victoria, perseguito con tutti e per tutti, non viene capito.  La morte non sarebbe stata una sorpresa per Lei. Fin dal suo arrivo ha avuto il presentimento che la morte l’avrebbe colta  a Hornachuelos.

vedi:      20 luglio 1936

L’11 agosto 1936 due uomini armati si presentano alla porta della casa di Victoria chiedendole di seguirli alla sede del Comitato per una deposizione.  Non tornerà più.

vedi:      Arresto di Victoria

All’alba del  12 agosto, dopo una penosa marcia di 12 chilometri per sentieri sassosi, con diciassette uomini giunge infine al luogo della morte. Victoria, unica donna, assiste pregando intensamente all’esecuzione sommaria dei suoi compagni prima di trovarsi faccia a faccio con la decisione suprema.

MinaSalvarsi sarebbe stato facile. Bastava una semplice dichiarazione, un grido di negazione della propria fede e sarebbe tornata a casa … In realtà non la era possibile. Con un atto simile avrebbe rinnegato tutta la sua vita, la sua stessa identità. Non posso dire quello che mi chiedete –disse-. Io chiedo quello che sento: Viva Cristo, viva la Madre mia!

Sembrò che il rumore degli spari non riuscisse a spegnere l’eco del suo grido d’amore.

vedi:    Il martirio di Victoria

12 agosto 1936:  Victoria muore come testimone della fede, nella  miniera  Rincòn  Alto, nei dintorni di Hornachuelos, Cordova.

 

Il 10 ottobre del 1993 è beatificata a Roma, da papa Giovanni Paolo II

La sua festa si celebra il 12 agosto.