Elisa Giambelluca

Elisa


Credo che l’Istituzione ha in sé le caratteristiche per farmi santa, per renderci sante... Sono con le mani vuote, ma con il cuore pieno”. Così era Elisa Giambelluca: una persona convinta, pienamente convinta, che /l’Istituzione Teresiana è un cammino di santità. Queste parole sue ricordano quelle di Josefa Segovia che sicuramente Elisa aveva ben conosciuto e interiorizzato: “vocazione difficile la nostra, ma vocazione amata. Vocazione che santifica”. Continua Elisa nel suo Diario personale del 23 novembre 1972: “Quanto è grande l’Istituzione, è stupenda. Richiede un cuore grande e generoso. Aiutami a esserne degna, Signore”. E aggiunge il giorno 27: ”La Madonna Miracolosa: Madre mia, aiutami a credere che Dio mi ama smisuratamente e vuole la mia santità più di me. Credo Signore che mi farai santa”.

“Con giovani si fece quest’Opera (l’Istituzione Teresiana)…, giovani tutte di Dio che, sin dal primo momento, intesero bene la missione e posero tutto il loro cuore in quest’impresa d’evangelizzazione”. “Siete la speranza dell’Opera e ciò vi obbliga a corrispondere a una missione tanto importante mettendo serio impegno nel formarvi per essere strumento di Dio… Vi è forse qualcosa di più alto dell’essere apostolo!?” (San Pedro Poveda)

Elisa Giambelluca vive in pienezza la sua vocazione battesimale nell'Istituzione Teresiana al servizio dei giovani, nell'insegnamento e nella formazione.

Nasce ad Isnello il 30 aprile 1941. Nel 1964 entra a far parte dell'Istituzione Teresiana, muore a Roma il 5 luglio 1985.

Il 29 marzo 2009 si apre il processo di canonizzazione a Isnello, Comune di Cefalù.